Cartografia pratica part. 5°


Carte nautiche o gps?

Quando siamo in navigazione è indispensabile avere una carta nautica. Sottolineo “indispensabile” perchè oggi si tende ad affidarsi completamente ai localizzatori gps cartografici, nella nautica da diporto.

Questi sistemi sono estremamente funzionali e precisi, ma per la mia esperienza, hanno delle variabili che le rendono meno affidabili di quello che si pensa, questo è a mio parere vero solo per i sistemi non omologati alla navigazione professionale.

Ritengo che oggi giorno il gps ha risolto molti problemi del passato, faccia parte della nostra vita come il telefono cellulare e la televisione e sarebbe poco intelligente affermare il contrario. Quello che ritengo interessante è comprenderne gli eventuali limiti per poterlo utilizzare al meglio.

Mi permetto di sottoporvi una stringata analisi dei pro e contro dei due sistemi affinchè possiate mediare il meglio nelle vostre scelte.

Cominciamo con i sistemi di localizzazione cartografici gps analizziamo insieme alcune possibili lacune:

Normalmente i gps/cartografici da diporto hanno il monitor piccolo, difficilmente si vedono cartografici superiori a 9/10 pollici, la dimensione dello schermo di un ipad.

Ritengo che questa dimensione sia il minimo richiesto per avere un qualità del dettaglio e una visione di insieme che ci permetta di navigare in sicurezza. Ovviamente ne esistono di più grandi, ma si entra nel campo delle applicazioni professionali, questo fa schizzare i prezzi a livelli importanti.

Il ragionamento da fare in questi casi a mio parere è il seguente: è più intelligente spendere 26 euro per una carta nautica ufficiale dell’istituto idrografico della marina, una settantina di euro per un gps che da solo le coordinate e navigare sicuri in tutto il mondo,

oppure spenderne 500 per un cartografico dove non riesco ad avere una panoramica efficiente dei pericoli con una bassa definizione?

La maggior parte dei gps/cartografici in vendita soffrono di leggibilità a forte illuminazione e in più hanno un basso angolo di visibilità laterale. Provare per credere.

Oltre  all’hardware che minimizzi questi problemi, è necessario un software che non abbia deficit o semplificazioni nel dettaglio delle indicazioni sui pericoli o su gli ausili alla navigazione.

È importante sapere, che la maggior parte dei software cartografici NON sono abilitati alla navigazione. Questo sia per la mancanza di dettagli importanti, la simbologia non unificata, sia per il costo che dovrebbero sostenere le aziende effettuare un controllo e l’omologazione con gli enti preposti nazionali e internazionali.

Una fondamentale caratteristica delle carte nautiche cartacee è che l’utilizzatore può facilmente aggiornarle con le indicazioni e variazioni che vengono apportate nel tempo, semplicemente scrivendo sulla carta le modifiche.

Questo aggiornamento sulle carte elettroniche non ha una scadenza fissa è costoso e in pratica viene omesso dal’utilizzatore.

Volete fare una prova? Quardate l’isola del Giglio nel vostro gps, non vi dico cosa cercare… in questa zona c’è un pericolo, una serie di limitazioni e zone interdette. Nel caso in questione è cosa nota ma se si tratta di un evento meno importante per i media ma egualmente pericoloso?

Un’altra problematica legata al software è la standardrizzazione dei simboli usati, anche in questo caso non c’è coordinazione tra tutti i produttori.

Da qualche tempo è posssibile navigare legalmente con sistemi cartografici elettronici ma devono essere  sistemi omologati sia di hard/software, vi lascio immaginare il costo.

Un altro problema è la ridondanza del sistema.

Su una carta cautica può succedere che vi rovesciate sopra il caffè, che si bagni con uno spruzzo, che una maldestra piegatura ci impedisca di leggere chiaramente e come spesso accade si rovina sempre nel punto che ci serve. (le carte non vanno mai piegate solo arrotolate)

Tutte cose che non distruggono completamente il supporto e in più con una minima accortezza si riduce immensamente il rischio.

Tutte le attrezzature elettoniche sono molto più delicate. Anche se l’affidabilità è molto migliorata, soffrono l’acqua, l’umidità, la temperatura e hanno bisogno sempre di energia.

controllate sempre il livello di impermeabilità attraverso il sistema di codifica.

In parole povere possono non funzionare improvvisamente. Trovarsi in una zona che non si conosce senza sapere di colpo dove siamo e dove si può andare non è piacevole.

Una carta in in barca questi casi è una manna.

Per contro le carte sono grandi ingombranti e non ci sono mai superfici piane dove appoggiarle, carteggiare con precisione in navigazione è spesso difficile sulle barche di piccole dimensioni.

Un altro limite importante, è che il sistema di posizionamento satellitare che noi utilizziamo, è un sistema militare in concessione di utilizzo a scopi civili. Normalmente vengono inseriti volutamente degli errori che possono variare da zona a zona (ad esempio nell’alto adriatico durante la guerra della ex Jugoslavia c’era un errore variabile tra i 100/500 metri e le altitudini erano interdette) non sono resi noti e non sono soggetti ad avvisi. Per fortuna sembra che questa politica negli ultimi anni sia cambiata, anche se rimane il fatto che i militari fanno quello che vogliono in base alle loro esigenze.

Ricordiamoci che le navi all’ancora usano il radar su rilevamenti cospicui per attivare l’allarme in caso che ari l’ancora, non il gps. Questo la dice lunga quando in ballo non c’è una birra ma qualche decina di milioni di euro.

Concludendo, il sistema gps cartografico come ausilio principale alla navigazione è sicuramente comodo preciso e divertente da usare oltre che abbellisce in modo importante la plancia di comando.

Va tutto bene, viva la tecnologia, a patto di attuare la seguente procedura ogni volta che si affronta una navigazione impegnativa in zone sconosciute o anche familiari ma non frequentate da un certo periodo. Ricordate sempre, che il comandante di una imbarcazione, anche se piccola, è l’UNICO responsabile della condotta, sicurezza e della vita dell’equipaggio. Una bella responsabilità.

Prima di partire:

1° scaricare dalla rete le comunicazioni della zona della Capitaneria di Porto che si chiamano ORDINANZE presso questo indirizzo:comandiperiferici.cfm

2° Portare una carta dell’istituto idrografico della marina aggiornata (attraverso gli avvisi ai naviganti).

3° Necessario per il carteggio, squadrette, compasso, matita e gomma.

4° Abbozzare la rotta sulla carta con le prue bussola, controllare se la rotta passa per zone pericolose interdette o disciplinate in maniera particolare.

5° Divertirsi ad impostrare sul gps la rotta waypoint. Immediatamente avrete dei dati utilissimi quali ETA (estimate times of arrival) ed  percorso totale in miglia.

6° Accertarsi (con i dati precedentemente descritti) di avere in carburante sufficiente per l’andata e ritorno più una riserva per un porto o riparo alternato in caso di mal tempo. (attenzione calcolate il consumo massimo quello indicato sul libretto del motore o del certificato d’uso). Una navigazione con il vento e mare contro possono far lievitare i consumi del 30%.Riflettete sul fatto che più del 60% degli interventi di soccorso per imbarcazioni in difficoltà è dovuto alla mancanza di carburante.

7° durante la navigazione sfruttiamo al massimo la enorme comodità di avere le coordinate della nostra posizione  in tempo reale solo con uno sguardo al gps. Segnatele su il libro di bordo congiuntamente l’ora di rilevamento, questo almeno ogni ora di navigazione. In caso di bisogno fare un punto nave stimato calcolando la velocità e prora bussola diventa un operazione semplice  e veloce. ATTENZIONE- le coordinate gps sono frutto di un sistema di misurazione  geodetico mondiale WGS84 (World Geodetic System 1984). Questo sistema differisce dal sistema con cui sono state disegnate le carte nautiche ante 90. Tutte le carte nautiche antecedenti agli anni dell’avvento del GPS (primi anni 90) sono state costruite riferendosi a sistemi di riferminento geodetici differenti (DATUM). Tra i due sistemi c’è uno scarto medio di 100/200 metri. Questo errore per la navigazione diportistica non è eccessivo e può essere quasi sempre trascurato. Prudentemente in mare io considero una precisione più che accettabile di un terzo di primo, cioè di un terzo di miglio circa 600 metri. Quindi tutto ciò che è fonte di preoccupazione per la navigazione che si avvicina alla mia barca a meno di 600 metri mi mette in allarme. Come impulso automatico manovro affinché si crei una distanza almeno doppia per passarci in sicurezza.