
Descriviamo una semplice realizzazione di un ausilio meccanico che funge egregiamente come ammortizzatore delle inevitabili vibrazioni della telecamera durante le riprese eseguite seguendo soggetti in movimento.
Inventata per la prima volta negli anni 70, permette di realizzare con semplicità delle particolari riprese che danno una sensazione all’osservatore di “volare” sulla scena.
Molto efficace anche se si vuol simulare il punto di vista dell’osservatore nelle scene molto dinamiche.
Questa attrezzatura ha molti livelli di costruzione meccanica , dalle più sofisticate con prestazioni professionali, a quelle decisamente più artigianali.
La nostro caso non inventiamo nulla, dato che ricalchiamo un concetto fisico comune in molte steadycam, solamente semplificato al massimo.
Anche se la realizzazione sembra molto semplice ed intuitiva ci sono molti piccoli particolari che riescono a determinare un oggetto che funziona bene da uno mediocre.
Questo è il primo prototipo, la costruzione è relativamente semplice:
Gli elementi a cui bisogna porre attenzione nel montaggio e nell’acquisto sono il giunto cardanico e il cuscinetto a sfere che necessariamente devono essere di qualità e la realizzazione scrupolosa.
infatti lo snodo nei tre assi più fluido possibile e con bassi coefficienti di attrito sono un requisito fondamentali per un corretto funzionamento.
Vedremo successivamente che la fluidità necessaria introduce un problema. Negli spostamenti rapidi, complessi fenomeni legati al bilanciamento, alle forze risultanti nei vari assetti dovuti all’accellerazione, agli attriti del cardano fanno si che il sistema “processi” cioè subisca uno slittamento angolare.
Questo porta ad una variazione dell’inquadratura. Per ovviare in modo molto efficiente a questo fenomeno si attua una tecnica semplicissima:
con un dito si “frena” l’asse interessato a questo fenomeno. Ciò avviene in modo molto naturale durante la ripresa senza alcuna difficoltà.
un video esempio di una semplice ripresa con questo dispositivo: